(…) Alle 9 avevo già lavorato a quattro tele e, tuttavia, quando mi sono alzato alle 6, ho creduto proprio che avrei avuto una pessima giornata. Come sempre di domenica, neppure l’ombra di nebbia, anzi c’era una nitidezza incredibile; poi il sole si è levato accecando al punto che non lo si poteva guardare. Il Tamigi era tutto d’oro. Dio com’era bello, a tal punto che mi sono messo all’opera con frenesia seguendo il sole e il suo scintillio sull’acqua. Nel frattempo, vengono accese le cucine. Grazie ai fumi, è venuta la nebbia, e quindi nubi, ecc. (…). Le due e mezza. Non posso dirti che giornata fantastica. Quante cose meravigliose, ma non più durature di cinque minuti, c’è da diventare pazzi. No, non c’è un paese più straordinario per un pittore. (…)
Monet
Per un vero artista dovrebbe essere bello soltanto quel viso che, del tutto indipendentemente dall’aspetto esterno, brilli della Verità che è nell’anima. […] Socrate era l’uomo più sincero del suo tempo e tuttavia pare che le sue fattezze fossero le più sgraziate della Grecia. Secondo il mio modo di vedere, egli era bello ugualmente, perché tutta la sua vita era protesa alla ricerca della Verità; ricorderete, inoltre, che la sua forma esterna non impedì a Fidia di apprezzare la bellezza della Verità che si celava in lui, anche se, come artista, era abituato a vedere la Bellezza anche nelle forme esteriori. (Mahatma Gandhi)
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La socievolezza è l’atto per cui gli uomini si scaldano a vicenda lo spirito; esattamente come, quando fa molto freddo, si scaldano a vicenda il corpo stringendosi l’uno all’altro. Quanto più calore spirituale si possiede, tanto meno si ha bisogno di socievolezza: perciò essa tende ad aumentare quando lo spirito diminuisce.
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| — | Schopenhauer |
Non mostri [la figlia] la sua bellezza | a qualsiasi uomo, | non segga a ciarlare | insieme con le altre donne, | perché dagli abiti esce la tignola | e dalla donna malizia di donna. (Bibbia, Siracide)
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La più nobile specie di bellezza è quella che non trascina a un tratto, che non scatena assalti tempestosi e inebrianti (una tale bellezza suscita facilmente nausea), ma che si insinua lentamente, che quasi inavvertitamente si porta via con sé e che un giorno ci si ritrova davanti in sogno, ma che alla fine, dopo aver a lungo con modestia giaciuto nel nostro cuore, si impossessa completamente di noi e ci riempie gli occhi di lacrime e il cuore di nostalgia. (Friedrich Nietzsche)
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